La casa circondariale di Spini di Gardolo
La struttura della C.C. di Spini è stata costruita dalla Provincia Autonoma di Trento nel 2010 e sorge nell’area industriale-artigianale extraurbana di Spini, a nord di Trento, è composta da tre edifici: uno più piccolo per i semiliberi, uno per le sezioni maschili e uno in cui è stata ubicata la sezione femminile.
La struttura in cui sono allocate le sezioni maschili è articolata su tre piani, il terzo ha solamente due sezioni, tutti gli altri sono composti da tre sezioni.
Al piano terra si trovano gli spazi per le attività trattamentali, la matricola, gli altri uffici della polizia penitenziaria, l’infermeria, il teatro e gli spazi per il culto.
Ogni piano ha un piccolo ambulatorio e ogni sezione ha una piccola sala per la socialità, una lavanderia e uno spazio per le telefonate.
Le cucine sono due: una per la sezione maschile e una per la sezione femminile.
La struttura è dotata di una cappella, di un locale destinato a moschea, di due biblioteche, di due palestre, di un campo da calcio a 5 all’aperto e di uno spazio verde intramurario dedicato all’attività orto.
Fonte: Sito Provincia Autonoma di Trento
Visite
La procedura prevista per condannati – internati – appellanti e ricorrenti: i colloqui con familiari, conviventi e terze persone sono chiesti dal detenuto ed autorizzati dal direttore dell’istituto. I colloqui con terze persone possono essere autorizzati solo quando ricorrano ragionevoli motivi. I familiari, i conviventi e le terze persone ammessi al colloquio si presentano allo sportello dell’ufficio “rilascio colloqui”. L’accesso al colloquio è preceduto dalla verifica dei documenti e dal controllo sulla persona con eventuale deposito di effetti personali indicati dall’operatore penitenziario – La procedura prevista per gli imputati fino alla sentenza di I° grado: presentare il permesso rilasciato dall’Autorità giudiziaria che procede
COLLOQUIO dei FAMILIARI e TERZE PERSONE
ALTRE PERSONE AMMESSE alla VISITA
NOMINA e COLLOQUI con AVVOCATI
Prenotazione visite con i familiari
telefono 0461/969136
Cosa sono le REMS ?
Le REMS (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) sono strutture sanitarie dedicate all’accoglienza di persone affette da disturbi mentali, autori di reato, che necessitano di cure e assistenza in un contesto sicuro. Queste strutture hanno sostituito i vecchi Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG), segnando una svolta verso una maggiore attenzione alla cura e alla dignità della persona. “Non più carcere, ma percorsi terapeutici individualizzati.”
Il Percorso della Misura di Sicurezza nelle REMS:
1️⃣ Reato commesso da persona con disturbo mentale Valutazione clinico-giudiziaria → Accertamento della pericolosità sociale
2️⃣ Decisione del Tribunale Tribunale di Sorveglianza o Ufficio di Sorveglianza emette la misura di sicurezza (Tipo: ricovero in REMS)
3️⃣ Inserimento in REMS Presa in carico sanitaria: Valutazione clinica iniziale Piano terapeutico individualizzato
4️⃣ Trattamento riabilitativo Supporto psicologico, farmacologico ed educativo Obiettivo: Riduzione della pericolosità sociale
5️⃣ Monitoraggio periodico Relazioni sanitarie periodiche inviate al Tribunale/Ufficio di Sorveglianza
6️⃣ Revisione della misura Verifica: Persistenza della pericolosità sociale? Progressi nel trattamento? Possibile: proroga, modifica o cessazione della misura.
7️⃣ Dimissioni e reinserimento sociale Percorsi di autonomia assistita Ritorno graduale alla vita libera, con eventuale supporto territoriale.
La REMS di Pergine Valsugana Nel cuore del Trentino-Alto Adige,
a Pergine Valsugana, si trova una delle REMS più importanti del Nord Italia. La struttura, moderna e accogliente, ospita pazienti su disposizione dell’Ufficio di Sorveglianza e del Tribunale di Sorveglianza di Trento, garantendo percorsi riabilitativi personalizzati.
Unità operativa psichiatria – Valsugana – Approfondisci
Il ruolo dell’Ufficio e del Tribunale di Sorveglianza di Trento Ufficio di Sorveglianza di Trento L’Ufficio di Sorveglianza emette i provvedimenti esecutivi per l’affidamento alla REMS. Si occupa di: controllare l’esecuzione della misura di sicurezza; garantire il rispetto dei diritti dei pazienti; monitorare i percorsi di cura.
Vai all’Ufficio di Sorveglianza di Trento
Il Tribunale di Sorveglianza valuta: la pericolosità sociale del soggetto; le condizioni per la prosecuzione, la modifica o la cessazione della misura.
Scopri il Tribunale di Sorveglianza di Trento
REMS e percorso terapeutico: un nuovo modello Ogni paziente viene seguito da un’équipe multidisciplinare: psichiatri, psicologi, educatori professionali, assistenti sociali.
L’obiettivo? Favorire il reinserimento sociale, riducendo la recidiva e migliorando la qualità della vita. “La cura è il primo passo verso la libertà.”
Conclusioni
Le REMS rappresentano un importante passo avanti nella gestione della salute mentale in ambito giudiziario. La struttura di Pergine Valsugana, insieme al Tribunale e all’Ufficio di Sorveglianza di Trento, offre un modello di riferimento per l’Italia. Riferimenti normativi Decreto legge 31 marzo 2014 n. 52 – Disposizioni urgenti in materia di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari Decreto legge 22 dicembre 2011 n. 211 – Interventi urgenti per il contrasto della tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri
Voci correlate: Istituti per l’esecuzione delle misure di sicurezza detentive